Davide Dall’Osso

Davide Dall’Osso nasce a Pesaro nel 1966. Dopo essersi misurato con diverse forme d’arte, trova nella scultura la sua primaria forma di espressione che lo porta a confrontarsi con realtà nazionali e internazionali, attraverso installazioni, mostre, collaborazioni ed esposizioni. Si diploma come attore di prosa alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 1995.

Dopo gli studi collabora con il regista colombiano Enrique Vargas dove sperimenta la scultura come mezzo di espressione creativa.

Nel 1997 viene selezionato con una Borsa di Studio per il “Corso di perfezionamento per attori professionisti” tenuto da Luca Ronconi al Teatro Argentina di Roma. Qui come attore di prosa lavora con diversi registi: Piero Maccarinelli, Enrique Vargas, Carlos Martin, Thierry Salmon, Alfredo Arias, Mauro Avogadro e Luca Ronconi. È proprio negli spettacoli di Piero Maccarinelli ed Enrique Vargas, dove i registi creano sulla scena un’alchimia fra le differenti arti, che Davide Dall’Osso riconosce un’appartenenza che lo porterà in poco tempo dall’arte attoriale a quella scultorea, e che lo vedrà nel 2002 selezionato assieme ad un gruppo di sei scultori marchigiani con l’opera “Elogio alla fuga” che verrà esposta in Piazza Olivieri a Pesaro.

La passione per il teatro, per la danza e per le arti visive lo induce da subito a scegliere la contaminazione dei linguaggi, stimolandolo ad intraprendere uno studio sul corpo, sullo spazio e sulla materia.

Il teatro e in particolare il lavoro compiuto sulle grandi installazioni degli spettacoli itineranti di Enrique Vargas, lo hanno ispirato all’uso della scultura come mezzo di espressione creativa.
Ad interessarlo, fin dagli esordi, è soprattutto la possibilità di creare attraverso la scultura, una chiave di lettura, della spiritualità dell’uomo contemporaneo. Questo aspetto connoterà il suo intero percorso artistico.
La ricerca materica, si muove parallelamente alla creazione. L’artista è dotato di una istintiva capacità figurativa, che lo porta da subito a realizzare figure umane ed animali a grandezza naturale. In maniera particolare è la figura del cavallo a colpire la sua espressività. Nella forte fisicità del cavallo infatti, l’artista riconosce le “pulsioni spirituali” dell’uomo del proprio tempo. I primi cavalli vengono realizzati in creta e resina, ed è durante questa lavorazione che l’artista fa un primo passo verso la ricerca di nuovi materiali. Le strutture che devono essere realizzate per sostenere la creta che, plasmata, diventerà scultura, sono realizzate in un vero e proprio scheletro in tondini, filo di ferro e rete metallica.
Da questo momento inizia a realizzare i grandi cavalli in filo metallico completamente intrecciato a mano.

Oltre al filo di ferro l’artista crea le sue opere in fusione di policarbonato. Questa tecnica, da lui inventata, gli permette di lavorare utilizzando lo scarto industriale di questo polimero plastico, per un’idea green e di economia circolare. La tecnica dell’intreccio del filo metallico e la fusione del policarbonato a volte si incontrano in opere suggestive e drammatiche, come se la materia stessa di queste opere riuscisse a raccontare di sé al di là del senso della realizzazione.

Nel 2014 assieme a sua moglie Maria Vittoria Gozio apre l’Atelier Dall’Osso.

La collaborazione con la B V Art Gallery inizia nel 2012. Nel 2018 viene organizzata a Siena la mostra pubblica “E’ tempo di mettersi in ascolto”, curata da Maurizio Vanni all’interno dello spazio di Palazzo Patrizi. L’artista ha esposto con la Galleria nel 2016 presso la fiera d’arte contemporanea Affordable Art Fair di Bruxelles, e nel 2022 in collaborazione con la Galleria viene realizzata la grande mostra in Sicilia “In un mondo perfetto” presso il Castello Maniace di Ortigia, curata da Maria Vittoria Gozio ed Elena Violetti.

La trasparenza, il lasciarsi attraversare dalla luce, la metamorfosi, sono le principali componenti del linguaggio scultoreo di Dall’Osso.

Le sculture vengono realizzate sia in policarbonato che mixando materiali come il ferro, il rame, il bronzo, la resina, il filo di ferro, la rete metallica.

Tra gli eventi principali nella sua carriera possiamo citare:

“78° Mostra Internazionale del Cinema a Venezia”, mostra collettiva delle opere selezionate per il film fuori Concorso “American Night&quot del regista Alessio della Valle; la “Biennale Art Light”, mostra collettiva a cura di Vittorio Erlindo nella casa studio del Mantegna, Mantova;

La mostra diffusa “Giardino segreto”, a cura di Maria Vittoria Gozio nella grande vasca in Piazza delle Sorgenti di Bagno Vignoni e negli spazi di Albergo Posta Marcucci, Albergo Le Terme e Hotel Adler Thermae.

Nel 2018 “E’ tempo di mettersi in ascolto” mostra personale a cura di Maurizio Vanni, organizzazione Biale Cerruti Art Gallery, Palazzo Patrizi, Siena;

“E quando il sole cade la città s’accende”, mostra collettiva presso il Complesso Museale di Palazzo Ducale a Mantova a cura di Vittorio Erlindo e installazione di Davide Dall’Osso con il light designer Fabrizio Visconti, alla Cavallerizza di Palazzo Ducale;

Nel 2016 lo scultore studia, insieme allo scenografo Riccardo Bocchini, una texture che permette di portare il movimento delle “Duende” dentro il palcoscenico dell’Ariston e collabora alla scenografia del “76esimo Festival di Sanremo”.

Per progetto in occasione di Expo Milano per il padiglione di Slowfood viene realizzata l’opera “Albero del cibo”;

“Paralimpiadi di Sochi”, per lo spettacolo inaugurale vengono realizzati 650 “Ice floes” con la direzione artistica della Compagnia Finzi Pasca di Lugano. Sochi, Russia;

“Saga canto dei canti”, opere e costumi di scena per il cantante post- Punk Giovanni Lindo Ferretti e per la Corte Transumante di Nasseta, Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia.

Per lo spettacolo “La Verità” della compagnia teatrale Finzi Pasca di Lugano, realizza la scultura “Grande Testa di cavallo”.

“54° Biennale Venezia”, è tra gli artisti selezionati per la Regione Lombardia. Partecipa alle esposizioni della Biennale di Venezia nelle città di Milano, Viterbo e Torino con le opere e la performance “Ventocontro”.

“Espirit et Fureur”, installazioni e mostra personale, nell’ambito di Equestria, Haras National, Tarbes, Francia;

“Presidio”, installazione temporanea di 120 corpi scultorei in Piazza Duca D’Aosta (stazione Centrale) e nello Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo di Milano;

“La giostra dell’Apocalisse”, Tra dissoluzione e rinascita. Un progetto che unisce teatro, musica e arti visive. Mostra collettiva a cura di Lorella Giudici alla Rotonda della Besana, Milano.

Opere

Opere in Galleria

Davide Dall'Osso D6.2404 Ti amo (rosso)

Davide Dall’osso

D6.2404 Ti amo

Davide Dall'Osso D6.2004 Cavalli in corsa 60x78x62 cm

Davide Dall’osso

D6.2004 Cavalli in corsa 60x78x62 cm

Davide Dall'Osso D6.2119 Selvaggio (oro) 100x101x23 cm

Davide Dall’osso

D6.2119 Selvaggio 100x101x23 cm

Davide dall'Osso D6.2305 Testa di cavallo Battaglia 85x70x50 cm

Davide Dall’osso

D6.2305 Testa di cavallo Battaglia 85x70x50 cm

Davide Dall'Osso D6.2202 Mare di notte 75x50x43 cm

Davide Dall’osso

D6.2202 Mare di notte 75x50x43 cm

Davide Dall'Osso D6.2201 Mare di notte 61x55x41cm

Davide Dall’osso

D6.2201 Mare di notte 61x55x41 cm

Davide Dall'Osso D6.2403 Ti amo (bianco) 85x55x38 cm

Davide Dall’osso

D6.2403 Ti amo 85x55x38 cm

Davide Dall'Osso D6.2124 Selvaggio (ruggine) 90x80x25 cm

Davide Dall’osso

D6.2124 Selvaggio 90x80x25 cm

Davide Dall'Osso D6.2303 Ventocontro 203x75x100 cm

Davide Dall’osso

D6.2303 Ventocontro 203x75x100 cm